L’inferno siete voi

La vita è quella cosa che succede mentre tutto scorre veloce
e acquisisci nozioni, definizioni, leggi empiriche votate all’insolenza,
all’indolenza, l’incapacità di continuare a fare
ciò che non si vuole fare e poi arrivare, pensare
tutto il mondo spostare e sposare
per la tua infinita creatività.

L’elogio, il più bello che puoi fare,
è alla tua voce interiore,
quella che ti tira per la giacchetta e ti dice:
“questo sì, questo no”,
mentre la ragione ti invita a provare diversamente.

La fiducia è ancora quella bestia misteriosa che compare subito ad imbiancare i rapporti appena costruiti. E mentre guardi scendere i fiocchi di neve sui tetti, edificare torri e pupazzi dai sorrisi sbottonati, ecco un gigantesco fon a disfare il tuo gentiluomo con cilindro e carota.

No, non è la primavera a sciogliere la versione natalizia delle persone appena incontrate.
Sono l’invidia e il sospetto, che una volta districato il sorriso lascino dietro di sé terre desolate e stanche.

L’inferno siete voi.

Annalisa Colasanto

Annunci

Note a margine su La Grande Bellezza

Che a me solitamente non piace immedesimarmi nella massa amorfa, un po’ radical chic e ipocrita, di chi si avvicina a certe pellicole solo per dimostrare al mondo di appartenere a una certa corrente, una linea di pensiero vorticosa e senza scopo, viandante, attimale, nostalgicamente perduta negli amori che non tornano, nella speranza che l’addizione dei piccoli sprazzi di bellezza possa improvvisamente trasformare il bianco del soffitto in mare.

Che, però, sono anche palesi quell’apatia e quel nichilismo, il materialismo, il vagabondaggio caro a chi fugge da se stesso e non trova riparo. Che sono palesi proprio nell’accostarsi e contrapporsi al romanticismo, all’emozione che emerge da quei profondi abissi, la solitudine, il sentimento ventrale, i Fori Imperiali, il Sublime che aleggia sopra tutte le cose, mentre l’umanità tutta, nuda e bendata, sbatte forte capa e colonna.

Ma se è vero che questa grande bellezza risiede sotto il chiacchiericcio e il rumore, è nel silenzio la risposta, nei pensieri che emergono dalla scrittura, nelle immagini che ci rimangono impigliate nella memoria.

E la domanda è: che cosa resta?

Annalisa Colasanto

L'immagine in evidenza è di Andrea Pazienza (da Pompeo)