Envelope

Un uomo si inerpica tra i cespugli ogni giorno.

Aveva intrapreso tale pratica per ricordare a se stesso quanto l’uomo avesse perso quel suo atavico attaccamento alla terra. Nel recarsi in luoghi ameni, ma non lontani dalla vita civile, si inventava presenze o rinnovava quelle passate, poiché l’uomo è un animale socievole, si sa!, ma amante delle novità, sebbene poco incline ai cambiamenti.

In quel suo mondo fittizio tutti gli sembravano indossare la maschera della felicità. Tutti parevano partecipare ad un rito, simile a quello delle Baccanti, dove festa e promiscuità si alternano ad amore solenne e platonico o anche concesso o solo sessuale.
Ma spesso era difficile poter immaginare o toccare con mano, indovinare, l’anima di ognuno, giacché tutti erano uguali e, quindi, diversi. E sempre le ore di gioia passate con quella compagnia si trasformavano in solitudine.

Lui in quale faccia si riconosceva?

La luce si proiettava su quelle levite colorate e lucide, sulle paillettes vistose, creando riflessi tutt’intorno, che alimentavano il percuotere dei tamburi.

È una matanza, un rito, un’azione reiterata fino all’espiazione. Il cerchio si chiude, si alzano due a due, quasi sfidandosi, poi pavoneggiandosi, dal basso verso l’alto, prima incespicando, con il passo pesante, senza appoggio delle ginocchia tremolanti.
Non è paura, ma fremito, ardore nell’imminenza della liberazione.

Succedono tre salti nell’entusiasmo e l’acclamazione di tutti.
Si liberano dalla pesantezza e dalle catene.
Non c’è critica che possa arrivare alle loro orecchie, né il disappunto degli infastiditi. Non c’è padrone a tribolare con forza la propria istituzione e l’altrui vergogna.

Nel cerchio quelli che avevano scalciato si trovano guariti, ma nello stesso tempo come colpiti dal fuoco. Divampano dentro e fuori, nei movimenti alterati e senza freni.
Nella passione della libertà.

Annalisa Colasanto

Da un racconto scritto il 13 Marzo 2014.

L’immagine in evidenza è di Michelle Blade

IV Festival Murguero. Pensieri slegati post Frente

Paranormale. La faccenda si fa seria.
Dopo Il frente murguero lo stato di beatitudine di Lisa si dissolve, si scioglie, si perde come lo zucchero in una tanica d’acqua. E’ benzina.
Gli ormoni assopiti schizzano,i nervi saltano e distruggono pazienza. Pazienza. Non c’è niente che possa dirti senza apparire banale.
Aprite le mani: se tenete i pugni chiusi vuol dire che avete qualcosa in corpo di cui non riuscite a liberarvi. Gettate a terra qualcosa, qualcosa che vi fa arrabbiare e poi acchiappate, prendete tutto quello che vi piace. Date e ricevete, date e ricevete.
Irrigidite il corpo, rendetelo fluido,  entrate nel cerchio da vecchi e poi uscite da bambini, saltate, scalciate, fate tutto quello che vi viene in mente, provateci!, uscite dagli schemi.

Esci dagli schemi. Abbandona l’idea che l’amore è anche gelosia. Siediti. Aspetta il momento giusto per esporti, ma poi esponiti, guarda negli occhi le persone con cui parli, assumi calorie, assumi energie perché non puoi sentirti più stanca. Il corpo va curato insieme alla mente. Concediti i momenti per te stessa, abbandona tutto il mondo e poi immergiti di nuovo nella sua essenza. Sorridi. La percezione che gli altri avranno di te sarà diversa. Non ammalarti in silenzio. Il male si scaccia più in fretta se gli altri conoscono la sua esistenza. Fidati degli altri, dai amore, innamorati sempre e costantemente delle cose nuove. Abbandona velocemente le cose tristi.
Puoi anche urlare, se vuoi.

TrezZumbi.

L’immagine in evidenza è di Alberto Tafuri