Quando poi non ci saremo più

Quando poi non ci saremo.
Quando poi non ci saremo più.
Quando poi ci saremo ancora ma non saremo più quelli di prima perché il vecchio è andato perché il nuovo potesse sopraggiungere.
Quando abbiamo disteso i nervi e tutti gli abiti passati sono scivolati via nel vento lasciando nudi tutti i pensieri, tutte le abitudini, le infinite sollecitazioni della conoscenza.

Per tutte le volte che abbiamo deciso di interrompere la via per iniziare il percorso della vita.
Per tutte le volte che abbiamo cambiato discorso, modo di fare, interagire e comunicare.

Semmai ci fosse stato quel momento di agonia che trapassa le carni ad ogni epoca di transizione.
Semmai un giorno hai visto lo specchio fissarti dentro agli occhi per cercare ciò che è rimasto di te.

Ammesso che tutte queste cose siano successe in ordine sparso e non abbiano mai smesso di cessare. Quanto tempo ancora staremo fermi ad osservare il momento che precede la tragedia, a cercarci dentro l’anima i sentimenti putrefatti e tutto quanto intorno che ci fa sempre domandare:

Sempre le stesse cose. Fino a quando?

L’immagine in evidenza è di Johan Barrios
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A Natale puoi.

Ecco il periodo dell’anno in cui tutti diventano più buoni. Tutte le rimasuglie sono buone come regalo dell’ultimo minuto. Tutte le strade sono buone per arrivare in centro a fare l’ultima ronda per accalappiare doni. Tutte le strade, pure quelle in controsenso!

Tutti i post da condividere vanno bene, purché parlino della nostra capacità di essere felici e saper accettare il nuovo. Il giorno dopo già condividiamo l’ansia perché il nuovo anno si prospetta già peggiore di quello che sta passando.

Tutti siamo più buoni. A spintonare nei negozi pieni di gente che starnazza mentre noi siamo tristi e goffi. A bestemmiare sui vecchi rimbambiti che ci tagliano la strada e per poco non investiamo un gatto. A mangiare panettoni e promettersi alla Zeno “questa è l’ultima fetta”.

Siamo tutti più buoni con le lucine di Natale, la filodiffusione che distribuisce cori di speranza in ogni vicolo, mentre cerchiamo di ricacciare dentro quel senso di ipocrisia, quel velo che ha coperto tutte le cose che brillano ma non ti illuminano.

 

L'immagine in evidenza è di Paula Bonet